Pinacoteca “C.Ridolfi”

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La pinacoteca di Corinaldo, aperta al pubblico nel 1996, ha oggi sede in alcuni degli spazi dell’ex convento dei Padri eremitani dell’ordine di Sant’Agostino, con un allestimento rinnovato nel 2012. La raccolta artistica comunale è stata costituita in gran parte in seguito alla soppressione degli ordini religiosi e al successivo incameramento dei loro beni.
La raccolta artistica corinaldese, proprio per la sua origine, assume la connotazione di museo di Arte Sacra e comprende non solo numerosi dipinti di esclusivo soggetto religioso, ma anche preziose suppellettili di culto attinenti alle cosiddette “arti minori”.
In particolare vanno ricordati diciotto splendidi reliquiari a busto in legno scolpito e dipinto, opera raffinatissima di intagliatori siciliani dei primi anni del Seicento.
Assieme ad essi è una bella croce processionale in argento sbalzato, datata 1615, e proveniente dall’ex complesso agostiniano insieme a molti dei dipinti esposti. A questi si sono aggiunte pale d’altare recuperate da chiese demolite nel corso dell’Ottocento (Santa Maria di Piazza, San Rocco, San Pietro Apostolo) e, infine, tele in deposito da altre chiese corinaldesi (dall’Addolorata e dalla chiesa dedicata ai Santi Lorenzo e Ippolito presso la Villa Cesarini).
Nella pinacoteca sono conservate opere di Ercole Ramazzani, di Gaspare Gasparini, di Claudio Ridolfi, di Domenico Peruzzini, di Giuseppe Marchesi e di altri artisti dei secoli XVII e XVIII.
All’interno della pinacoteca, oltre alle opere di arte sacra, si trova anche la Collezione d’arte Nori de’ Nobili, visitabile con lo stesso biglietto d’ingreso.
Per volontà testamentaria della sorella Bice infatti, i comuni di Corinaldo e Trecastelli sono diventati proprietari delle circa milleduecento opere dell’artista Nori de’ Nobili, dando vita a due differenti esposizioni permanenti (a Trecastelli nel 2012 è stato inaugurato un museo intitolato all’artista).
Eleonora de’ Nobili, in arte Nori, nasce a Pesaro il 16 dicembre 1902 e trascorre la sua giovinezza tra la casa di Pesaro e la “Villa delle cento finestre” a Brugnetto di Ripe. La forte passione per l’arte figurativa la seguirà fino alla morte avvenuta in una clinica psichiatrica di Modena il 2 giugno 1968. Durante la sua vita, soprattutto nel periodo in cui risiede a Firenze, tra gli anni ’20 e ’30 del 1900, entra in contatto con tutte le correnti artistiche dell’epoca, assorbendone stimoli e suggestioni e dando origine ad una produzione artistica di altissimo livello.

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